IMU 2026: nuove agevolazioni per gli iscritti all’AIRE con casa in Italia nei piccoli borghi
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News5 min read17 dicembre 2025

IMU 2026: nuove agevolazioni per gli iscritti all’AIRE con casa in Italia nei piccoli borghi

Dal 2026 arriva un nuovo sistema progressivo di esenzioni IMU e tagli alla TARI basati sulla rendita catastale: cosa sapere.

La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge che introduce un regime fiscale agevolato per gli iscritti all’AIRE proprietari di immobili abitativi nei Comuni sotto i 5.000 abitanti. Si tratta di una misura pensata per sostenere i piccoli centri italiani, frenare lo spopolamento e valorizzare il legame tra i cittadini emigrati e il territorio d’origine.

La riforma cambia radicalmente il meccanismo di esenzione finora previsto per l’IMU sostituendolo con un criterio progressivo basato sulla rendita catastale. Il testo passa ora al Senato per l’approvazione definitiva, con entrata in vigore prevista dal 1° gennaio 2026.

Quali sono le agevolazioni IMU 2026

Le agevolazioni si applicano a una sola unità immobiliare abitativa, non locata né concessa in comodato, se situata nel Comune dove il proprietario era residente prima del trasferimento all’estero (o nel Comune di iscrizione AIRE), ma è necessario aver vissuto in Italia almeno cinque anni prima di espatriare.

Secondo le stime ufficiali, oltre 100.000 immobili potranno accedere all’esenzione o alle riduzioni, con una platea concentrata soprattutto nel Sud e nelle aree interne, territori storicamente segnati dall’emigrazione.

Come funziona lo sconto IMU

Il cuore della riforma è il sistema di agevolazione a scaglioni. La nuova IMU per gli iscritti AIRE si calcola sulla base della rendita catastale dell’immobile:

sotto i 200 euro è prevista l’esenzione totale;

tra 201 e 300 euro il proprietario paga solo il 40% dell’imposta ordinaria;

tra 301 e 500 euro la tassa è ridotta al 67%.

Oltre questa soglia torna in vigore l’aliquota piena. L’obiettivo del legislatore è concentrare il beneficio sulle abitazioni di valore modesto o medio, che rappresentano la tipologia più diffusa nei borghi italiani interessati dallo spopolamento e spesso ereditate da famiglie che vivono all’estero da generazioni.

L’estensione al 2026 permetterà ai Comuni di adeguare i propri sistemi di gestione tributaria e alla normativa di entrare a regime con un anno fiscale completo.

Per evitare un impatto negativo sui bilanci comunali, viene istituito un fondo di ristoro statale destinato a compensare le minori entrate. Una misura importante soprattutto per i piccoli enti, che vivono già situazioni finanziarie complesse e avrebbero difficoltà a sostenere da soli il peso delle agevolazioni.

Sconto TARI del 50% e possibili riduzioni aggiuntive dei Comuni

La riforma non riguarda solo l’IMU: anche la TARI viene ridotta per chi rispetta tutti i requisiti. Per l’immobile agevolato è prevista una riduzione automatica del 50% della tassa rifiuti. Inoltre, i Comuni potranno ampliare la misura con uno sconto maggiore, fino a un massimo di due terzi dell’importo totale, in base alle proprie disponibilità di bilancio.

L’intervento punta a riequilibrare il carico fiscale complessivo per chi mantiene una casa in Italia pur risiedendo stabilmente all’estero, magari facendone un punto di riferimento familiare o la residenza per il rientro temporaneo.

In Italia, sempre più Comuni ti pagano per trasferirti

Sempre al fine di frenare il fenomeno dello spopolamento, in Italia nel tempo si sono moltiplicati i bandi dei piccoli Comuni che offrono contributi economici a chi decide di trasferirsi nei centri a rischio spopolamento, favorendo l’arrivo di nuovi residenti e il rilancio delle economie locali.

Si tratta di aiuti a fondo perduto o voucher che possono finanziare l’affitto, l’acquisto o la ristrutturazione di immobili, oppure sostenere l’avvio di attività artigianali, agricole o commerciali nei territori interessati, passando per i voucher annuali del progetto “Vieni a Vivere a Varese”, per ripopolare aree interne stimolando lavoro e servizi di prossimità.

Alcuni bandi raggiungono importi molto elevati, come i 25.000 euro per l’acquisto di casa nei Comuni del Basso Ferrarese o gli incentivi fino a 28.000 euro per i giovani che scelgono i borghi calabresi, mentre il Trentino arriva fino a 100.000 euro per l’acquisto e il recupero di immobili abbandonati.

Le Regioni hanno attivato programmi strutturali: il Piemonte sostiene il ritorno nei borghi alpini con contributi fino a 40.000 euro, il Veneto finanzia chi si trasferisce in alta quota e la Sardegna premia l’acquisto di case nei Comuni con meno di 3.000 abitanti. Infine, il Friuli Venezia Giulia apre bandi dedicati agli under 41 che intendono investire in territori economicamente svantaggiati.

Tutte le misure richiedono la residenza effettiva sul posto e, spesso, un impegno pluriennale a vivere o lavorare stabilmente nel nuovo Comune.